RUMORE IN AMBIENTE DI LAVORO

“La vita antica fu tutta silenzio. Nel diciannovesimo secolo, con l’invenzione delle macchine, nacque il Rumore”. - Luigi Russolo, L’arte dei rumori, 1913

Il primo telaio meccanico entra in funzione nel febbraio del 1734. Le macchine producono un rumore assordante, mentre i primi operai si guardano impauriti. È l’inizio della modernità, e davanti a questa più due secoli di guerre ... e di industrializzazione, e a essa inestricabilmente legata un enorme, assordante, incombente rumore, il cosiddetto “suono indesiderato” - quello meccanico e ritmico del fordismo e del taylorismo - che avvolgerà il mondo...

Come nota Paul Hegarty in Noise/Music - A History (Continuum, 2007) con l’avvento dell’era industriale, “le macchine aggiunsero una stratificazione di volume e continuità al suono indesiderato. Con la meccanizzazione la percezione del rumore si estese e il suono delle fabbriche fu associato alla "fragorosa" classe lavoratrice, e venne considerato infimo in quanto basso, non accettabilmente gerarchizzato nelle forme della musica "colta" e nell’ambito dei significati noti”. Il rumore esondò, e dalle fabbriche e si riversò, insieme alle polluzioni chimiche, nelle strade. Le case e le sale da concerto, spazi borghesi, divennero dunque i luoghi dell’esclusione del rumore...

Ed oggi... il rumore nelle attività lavorative

Il rumore è diventato uno dei fattori igienici e di sicurezza più rilevanti negli ambienti di lavoro. L’incessante meccanizzazione della produzione con l’introduzione di processi tecnologici continui ha portato al moltiplicarsi delle fonti di rumore e ad un aumento della percentuale di lavoratori esposti a questo fattore di rischio.
Lo sviluppo tecnologico, con il relativo aumento esponenziale del rischio da esposizione, richiede al datore di lavoro l’approntamento di adeguate misure preventive.

Il D. Lgs. n. 81/2008, Titolo VIII, capo II, nel sostituire la precedente legislazione di riferimento (D. Lgs. 277/1991), fissa dei nuovi limiti per il rumore nella giornata lavorativa di 8 ore:

valore limite di esposizione: 87dB(A);
valore superiore di azione: 85 dB(A);
valore inferiore di azione: 80 dB(A).


Il Datore di lavoro deve valutare il rischio di esposizione al rumore, specialmente di quei lavoratori la cui esposizione supera gli 80 dB(A); in questo caso il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione individuali dell’udito, valutandone gli effetti di attenuazione. Nel caso in cui tale esposizione sia uguale o superiore agli 85 dB(A) il datore di lavoro fa tutto il possibile per assicurare che vengano indossati i dispositivi di protezione individuale dell’udito, segnalando le aree interessate. La valutazione del rumore va riveduta al massimo ogni 4 anni.

 

Possiamo essere punto di riferimento per:

  • rilievi e valutazioni fonometriche;

  • progettazione di interventi di mitigazione del rumore negli ambienti di lavoro.

In Evidenza

 

Contattaci

Numero verde

Siamo disponibili per valutazioni anche nelle aree di: Padova, Rovigo, Treviso, Belluno, Vicenza, Verona, Trento, Brescia, Bergamo, Mantova, Ferrara, Bologna, Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste.

 

Rumore & Vibrazioni

Rumore in Ambiente di Lavoro

Vibrazioni in Ambiente di Lavoro

Vibrazioni negli edifici

Vibrazioni macchine

Bonifiche acustiche area produttiva

 

Vedi anche:

www.studiosicuramb.it

www.sistemagestione.it

www.certiacustica.it

www.valutazionerischio.it

www.impatto-acustico.eu

www.sicurezza-venezia.it