Acustica Architettonica

Gli ambienti chiusi

L’ acustica architettonica tratta sostanzialmente del controllo della riverberazione, dell’isolamento e del controllo del rumore e della distribuzione e dell’ assorbimento del suono negli ambienti prevalentemente chiusi. Essa mira alla inteleggibilità del parlato, alla libertà da rumori esterni indesiderati e alla ricchezza della musica.

La qualità acustica di un ambiente confinato è strettamente connessa alla destinazione d’uso e al volume dell’ambiente. Valutando opportunamente in fase progettuale gli aspetti acustici di una sala, si riesce ad ottenere un ambiente di qualità acustica adeguata. Quando ciò non è possibile, si ricorre alla correzione acustica, procedura usualmente più complessa sia per le difficoltà di intervenire a livello strutturale sia per la necessità di coniugare prestazioni tecnicamente soddisfacenti con soluzioni esteticamente poco invasive.

Un tema recente

 La progettazione acustica degli ambienti deve tenere in considerazione, oltre alle caratteristiche fisiologiche dell'apparato uditivo umano, anche alcune peculiarità di natura psicologico-percettiva. Ad esempio, i suoni che non sono familiari a chi ascolta appaiono innaturali. Ogni ambiente architettonico ha una sua particolare acustica, ma la caratteristica sonora dominante che li accomuna è la coda sonora, o tempo di riverberazione. Con questa grandezza, misurati in secondi, si intende il tempo trascorso fra l'emissione di un segnale, che causa nella sala un certo livello acustico, e quando questo non è più udibile (convenzionalmente quando il livello sonoro si abbassa sotto i 60 dB). La cosiddetta sonorità di un ambiente è tanto maggiore quanto più lunga è la coda sonora. Naturalmente và tenuto conto dell'eventuale presenza del pubblico che, essendo molto fonoassorbente, in caso di sala piena, fa diminuire notevolmente il tempo di riverberazione. La propagazione del suono è molto diversa in un ambiente chiuso o all'aperto. In una palestra, per esempio, il soffitto e ogni altra struttura in essa presente, fanno sì che le onde rimbalzino e producano l'effetto del rimbombo. All'esterno invece i suoni sembrano meno intensi perché non rinforzati dalle onde riflesse.

STI e RASTI

STI sta per Indice di Trasmissione del discorso (Speech Transmission Index) e RASTI per  Indice di trasmissione rapida del discorso (RApid Speech Transmission Index).

L'indice di trasmissione del parlato STI (Speech Transmission Index) è stato definito nel 1971. Rappresenta un valido strumento per la definizione oggettiva dell’intelligibilità del parlato in ambienti la cui destinazione d'uso principale è dedicata alla diffusione della parola (auditorium, teatri, cinema, sale di vario genere, chiese, ecc.). L'applicazione pratica risulta complessa.
L’indice STI ha lo scopo di quantificare in modo oggettivo l’intelligibilità del discorso amlpificato in una specifica posizione di un ambiente, quando il "parlato" viene prodotto attraverso un segnale normalizzato in un’altra specifica posizione dell’ambiente stesso.

Per semplificare la misura dello STI nel 1979 è stato introdotto un metodo alternativo, denominato RASTI (Rapid Speech Transmission Index), che si applica con il rilievo dei parametri di modulazione in sole due bande di frequenza (500 Hz e 2 kHz).
La rapidità della misura (circa 10 secondi) e la disponibilità di strumenti atti a misurare il parametro RASTI hanno determinato il suo successo nel settore dell’acustica architettonica, anche se il RASTI perde significato quando si tratta di applicarlo in ambienti molto riverberanti, o quando il segnale viene riprodotto con sistemi fortemente non lineari o con banda passante ridotta.

L’evoluzione dello STI: il metodo STIPA

Per valutare l’intelligibilità del parlato in ambienti riverberanti o rumorosi (stazioni, aeroporti, ambienti industriali, chiese...), oppure in ambienti nei quali il sistema di diffusione sonora è di scarsa qualità, i metodi STI ed il RASTI non sono i più adatti.
E' conveniente allora utilizzare una variante del metodo, denominata STI-PA (Speech Transmission Index Public Address).
Si tratta di un metodo che si basa sull’utilizzo delle sette bande di frequenza insite nella definizione dello STI (da 125 Hz a 8 kHz), ma vengono misurati solo 12 indici di modulazione (invece di 98) con uno schema di combinazioni prefissato.
Il metodo permette di eseguire una misura dell’indice STIPA nello stesso tempo necessario per il RASTI (circa 10/15 secondi), ed in tal modo è dunque possibile caratterizzare molti punti di un ambiente in tempi assolutamente ragionevoli.

Misure acustiche architettoniche

  • rilievo e valutazione dei parametri di propagazione

  • verifica di intelligibilità del parlato

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Vedi anche:

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www.sistemagestione.it

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www.valutazionerischio.it

www.impatto-acustico.eu